| Cenni storici
Grado, Comune della provincia di
Gorizia, nella laguna omonima, si estende su 115 Kmq, conta 8.768
abitanti (compresa la frazione agricola di Fossalon e il nucleo abitato
di Boscat) ed è oggi un attrezzato centro turistico e termale,
fiorente inoltre per la pesca.
La città, sita sull' isola più estesa e meridionale della laguna, è di
origine romana (gradus, cioè scalo), e fu il primo scalo delle
navi che risalivano il corso del Natissa verso Aquileia, città più
importante della "X Regio Venetia et Istria".
Dapprima castrum, con una cinta di mura di forma rettangolare che
corrisponde all' area dell' odierno centro storico, divenne con le
invasioni barbariche residenza stabile e centro abitativo per le
popolazioni che dalla terraferma cercavano scampo alle orde di Attila
(452).
Nel 568 di fronte all' invasione longobarda, l' arcivescovo aquileiese
Paolino vi trasferì la sede vescovile insediandosi come Venetiarum et
Histriae Patriarca.
Il patriarca Elia completò la costruzione del Duomo e abbellì il piccolo
borgo con edifici di culto rafforzando la cattedrale patriarcale e l'
importanza di Grado, ma determinando insanabili dissidi con Aquileia,
appoggiata dai Duchi longobardi (Scisma dei Tre Capitoli - 533) che
dovevano aver termine solo nel 1180.
Nel Medioevo, alla cinta muraria romana se ne aggiunse un' altra
comprendente i monumenti paleocristiani rinnovati e riedificati dal
vescovo Elia.
Grado, che si trovò ad essere la capitale religiosa di una zona che
andava dall' Istria a Chioggia, ed ebbe un grande sviluppo economico,
commerciale ed artistico.
Ma la soppressione del Patriarcato nel XV sec. e la sempre maggior
potenza di Venezia fecero perdere l' antico splendore alla città, che
mantenne l' unico privilegio di avere un Conte assistito dal Consiglio
composto dalle sette famiglie patrizie gradesi.
Dopo il Trattato di Campoformido del 1797 passò all' Austria e, tranne
una breve parentesi francese, solo nel 1918 tornò all' Italia.
Oggi la fama di Grado è affidata alle splendide spiagge, al suggestivo
paesaggio, ai luoghi di culto, tra cui il Santuario dell' isola di
Barbana metà di pellegrinaggi in tutto l' arco dell' anno, e alle
liriche di
Biagio Marin,
uno dei poeti più rappresentativi della poesia in dialetto del
Novecento. |
| A historical profile
The town of Grado lies in the widestand
southernmost island in the lagoon and has Roman origins (Grado comes
from gradus, i.e. port of call): it was the chief of its district and
where boats sailing along the Natissa stopped on their way to Aquileia.
Once a square Roman military encampment surrounded by walls, it became a
refuge for people fleeing from Attila's hordes (452). In 568, the
Lombards' ivasion lead the bishop of Aquileia, Paolino, to move
here the Episcopal see, while his successor, Elias, completed the
building of the Cathedral and embellished the small town with several
churches, strengthening the patriarch's position and Grado's importances
with Aquileia - supported by Lombard Dukes - that were to be sorted out
only in 1180. In the Middle Ages, new walls were added to include early
Christian monuments renovated and rebuilt by the bishop Elias.
Grado ended up being the religious capital of an area going from the
Istrian peninsula to Chioggia, and its economy, trade and arts boomend.
However, The suppression of the patriarchate in the 15th century and
Venice's growing power stripped Grado of its old splendour and left it
with the only privilege to have a Count and a Council made up of
local lords.
Grado fell into the hands of the Austrians after the Treaty of
Campoformido in 1797 and remained almost uninterruptedly so till 1918,
when it was annexed to Italy.
Today, Grado is a well-equipped seaside and health resort, where fishing
thrives: it owes its fame to its superb beaches, its charming landscape,
its places of worship and the dialectal poems by the great
Biagio
Marin (1891-1985). |